28 Feb 2011

Rassegna stampa fiscale

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Titolo: Società, l’ombra degli illeciti fiscali sui professionisti
Autore: Rosanna Acierno e Giovanni Parente
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag:  1
Dopo otto anni dal superamento del ‘concorso’ dei professionisti nelle violazioni tributarie commesse dagli assistiti (dotati di personalità giuridica) restano dubbi sull’applicabilità delle sanzioni anche a carico dei consulenti. La sovrapposizione di vecchie e nuove norme rischia di complicare il quadro interpretativo, anche se l’orientamento prevalente tra gli esperti è quello di escludere il concorso. Il tema è tornato d’attualità dopo la pronuncia della Cassazione, n. 3651del 2011, che ha precisato come l’impresa non possa addossare la responsabilità dell’irregolare tenuta della contabilità al commercialista incaricato.
Titolo: Ancora lontano il giusto processo fiscale
Autore: Francesco Falcone e Antonio Iorio
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag:  2
L’ufficio del massimario della Cassazione nella sua relazione ha analizzato i punti critici che impediscono di arrivare ad un processo tributario equo. Le modifiche all’articolo 111 della Costituzione che enuncia le caratteristiche del giusto processo hanno sollevato critiche rivolte al legislatore e alla Corte costituzionale. I nodi ancora irrisolti vanno dal contraddittorio tra le parti alla terzietà del giudice.
Titolo: Pmi, sui premi bonus difficile
Autore: Alessandro Rota Porta
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag:  3
Il chiarimento più importante fornito dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 3/E dello scorso 14 febbraio è che per accedere ai salari incentivanti occorre passare attraverso la concertazione con la rappresentanza dei lavoratori. Per la realizzazione di contratti di secondo livello che stimolino la produttività in azienda è necessario, dunque, coinvolgere gli organismi sindacali. Il decreto legge 78/2010 stabilisce, infatti, che l’imposta sostitutiva del 10% è applicabile alle retribuzioni premiali erogate in attuazione di questi accordi. Questa modifica rischia di creare, a livello operativo, parecchi intoppi. L’accesso sembra, infatti, precluso agli studi professionali dove di solito manca la presenza di una rappresentanza sindacale.
Titolo: In Unico anche i profitti reimpiegati senza incasso
Autore: Ferruccio Bogetti
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag:  4
I frutti, non percepiti, derivanti da un mandato a investire devono essere dichiarati se sono maturati nell’anno, riportati a capitale, e reinvestiti dall’intermediario finanziario. Lo ha affermato la Corte di Cassazione con la sentenza n. 2713 del 2011. La Guardia di finanza a seguito di un’ispezione presso un intermediario finanziario aveva trovato delle schede contabili dalle quali emergevano somme affidate per investimenti e vari accrediti di frutti. Questi ultimi, non percepiti, erano stati capitalizzati e reinvestiti. Da qui l’accertamento a carico del contribuente che non li ha dichiarati.
Titolo: Due anni di perdita accendono la spia per il monitoraggio
Autore: Gianfranco Ferranti
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag:  5
Con la circolare n. 4/E del 15 febbraio l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che verranno sottoposte a monitoraggio sistematico le imprese che presentano dichiarazioni in perdita fiscale per più di un periodo d’imposta. Saranno escluse quelle che dichiarano perdite per compensi erogati ad amministratori e socie e quelle che deliberano, nello stesso periodo, un aumento di capitale a titolo oneroso di importo almeno pari alle perdite fiscali. E’ chiara la finalità della norma diretta ad evitare il rischio evasione. Per le Entrate ‘le perdite reiterate esulano da ogni logica imprenditoriale e depongono per un posizionamento fuori mercato che, se persistente, non giustifica la sopravvivenza dell’impresa stessa’. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Un solo anno di non congruità’ – pag. 3)
Titolo: L’Iva dei comuni si perde tra i numeri
Autore: Gianni Trovati
Fonte: II Sole 24 Ore pag:  7
Federalismo municipale. Domani arriva a Montecitorio il testo che prevede la compartecipazione dei sindaci all’Iva. Il provvedimento, però, manca della relazione tecnica. Non ci sono cioè i numeri per assegnare ai primi cittadini la quota d’imposta. E il problema è grave se si pensa che l’Iva dei sindaci dovrebbe essere una delle voci chiave dei bilanci comunali di quest’anno. Se l’obiettivo della misura è lodevole perché incentiva la lotta all’evasione nei comuni e la buona amministrazione, il sistema di attuazione appare complicato. Il collegamento all’Irpef imporrebbe di ricalcolare ogni anno l’aliquota di compartecipazione Iva in base al gettito Irpef.
Titolo: Nella trappola dello spesometro
Autore: Andrea Bongi
Fonte: Italia Oggi pag:  3
Con il decreto legge n. 78/2010 il legislatore ha delineato la nuova struttura dell’accertamento sintetico. Due, le tipologie di controllo: lo ‘spesometro’ e il redditometro. Alternative tra loro come ha ammesso l’Agenzia delle Entrate. Per i periodi d’imposta 2009 e successivi il fisco potrà scegliere se rettificare il reddito dichiarato dalle persone fisiche sulla base delle spese sostenute (spesometro) oppure sulla base del contenuto induttivo di elementi indicativi di capacità contributiva di prossima emanazione (redditometro). Una tabella evidenzia gli elementi salienti del confronto tra il nuovo spesometro e il vecchio accertamento sintetico puro in vigore fino al periodo d’imposta 2008.
Titolo: Conta la modalità di pagamento
Autore: Andrea Bongi
Fonte: Italia Oggi pag:  4
Sul nuovo ‘spesometro’ contano le tipologie di acquisto e le modalità dei pagamento. Una tabella esemplificativa chiarisce come si modificano le presunzioni dello spesometro a seconda che il contribuente opti per l’acquisto e il pagamento di un bene con una modalità piuttosto che con un’altra. Se il pagamento viene frazionato su più esercizi l’effetto dello spesometro si attenua di molto passando da una condizione di non congruità derivante dal pagamento immediato del bene, ad una sostanziale tenuta del reddito dichiarato nell’ipotesi il cui il contribuente decida di acquistare il bene ricorrendo al pagamento rateale o a contratti di locazione, noleggio e simili.
Titolo: Immobile riscattato, fisco light
Autore: Fabrizio Sassi
Fonte: Italia Oggi pag:  7
L’Agenzia delle Entrate ha confermato l’applicazione del principio di equivalenza tra l’acquisizione dei beni in proprietà e in leasing. Il fisco è di recente intervenuto sulla sopravvenienza attiva in presenza di cessione del contratto di leasing immobiliare. La stessa deve essere determinata tenendo conto, in diminuzione, della parte non dedotta dei canoni pagati riferibile all’area sulla quale insiste l’immobile. (Ved. anche: ‘Leasing, il Tuir blinda la cessione’ – pag. 24 stessa testata)
Titolo: Imprese in crisi, spalle al muro
Autore: Marcello Pollio e Pietro Paolo Papaleo
Fonte: Italia Oggi pag:  8
Crisi d’impresa. Dopo Abi e Assonime anche l’Agenzia delle Entrate, con la circolare 4/E/2011, ha commentato le norme fiscali introdotte dalla manovra estiva volte a promuovere l’utilizzo dei nuovi strumenti deflattivi per il risanamento delle imprese in crisi: gli accordi di ristrutturazione dei debiti e il concordato preventivo. Le istruzioni delle Entrate non tengono conto, però, delle evoluzioni giurisprudenziali in tema di transazione fiscale. La negoziazione con il fisco e con gli enti previdenziali è oramai solo facoltativa nel concordato preventivo; i contribuenti in crisi accedono alla transazione fiscale se costretti dalla necessità di avere il voto favorevole degli enti creditori o se scelgono di utilizzare un accordo di ristrutturazione dei debiti.
Titolo: Ruralità, la categoria è optional
Autore: Fabrizio G.Poggiani
Fonte: Italia Oggi pag:  10
Il direttore dell’Agenzia del Territorio, Gabriella Alemanno, è stata chiamata a fornire indicazioni sul trattamento tributario delle costruzioni rurali. Ai fini del riconoscimento della ruralità – ha detto il direttore – non rileva l’accatastamento nel catasto fabbricati ad una categoria diversa da quella specificamente individuata per dette costruzioni (A/6 e D/10), in quanto la categoria è scelta autonomamente dal contribuente. Per chiudere la diatriba occorre una legge che renda omogenea l’applicazione della disciplina sui fabbricati rurali tenendo conto di quanto sancito dai commi 3 e 3-bis dell’art. 9, decreto legge n. 557/1993.
Titolo: Saldo Iva, contribuenti alla cassa
Autore: Franco Ricca
Fonte: Italia Oggi pag:  11
Entro il 16 marzo i contribuenti sono tenuti a versare l’Iva a saldo per l’anno 2010. La scadenza riguarda tutti i soggetti passivi che hanno un conguaglio a debito. Il termine non interessa chi decide di presentare la dichiarazione annuale con il modello Unico 2011. In questo caso il versamento dovrà essere effettuato entro il termine previsto per il pagamento delle imposte risultanti dal modello unificato. La data è perentoria, invece, per chi presenta la dichiarazione in forma autonoma. La legge prevede anche la possibilità di effettuare il versamento a rate. E’ possibile suddividere la somma dovuta in un numero di rate mensili, purché il pagamento sia completato entro novembre dello stesso anno di presentazione della dichiarazione annuale.
Titolo: Iva sui buoni acquisto? No grazie
Autore: Francesco Campanari
Fonte: Italia Oggi pag:  12
No all’applicazione dell’Iva nella cessione di buoni voucher che consentono l’acquisto di beni e/o servizi in esercizi convenzionati. Lo ha affermato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 21/E del 22 febbraio 2011. L’imposta dovrà invece essere applicata ogni qualvolta i beneficiari utilizzeranno i buoni presso gli esercizi affiliati. Il dettagliante dovrà emettere scontrino/ricevuta con Iva per l’intero prezzo del bene a prescindere dalla modalità di pagamento.
Titolo: Modello Eas, scadenze più lunghe
Autore: Francesco Campanari
Fonte: Italia Oggi pag:  13
Sono stati prorogati al 31 marzo 2011 i termini per l’invio del modello Eas. La nuova data interessa tutti coloro che non abbiano adempiuto alle precedenti scadenze o lo abbiano fatto in ritardo. La scadenza interessa anche gli enti associativi che abbiano subito variazioni. L’onere del modello grava su tutti gli enti privati non commerciali di tipo associativo che si avvalgono del regime tributario previsto dall’art. 148 del Tuir e dell’art. 4, quarto comma, del Dpr 633/72. Le associazioni iscritte in pubblici registri possono optare per la comunicazione semplificata.
Titolo: Compensi, il Fisco non può sindacare
Autore: Massimiliano Tasini
Fonte: Italia Oggi pag:  27
Sono deducibili e insindacabili i compensi degli amministratori. A dirlo è la Corte di Cassazione con la sentenza n. 24957 del 10 dicembre 2010 riconoscendo però l’esistenza di un contrasto in seno alla quinta sezione tributaria della Corte in merito alla possibilità che l’amministrazione finanziaria possa in sede di accertamento riprendere a tassazione i compensi degli amministratori ritenuti ‘eccedenti’ a quelli inerenti. Le più recenti pronunce si sono orientate nel ritenere deducibili i compensi e, di conseguenza, insindacabile il loro ammontare.
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