19 Giu 2013

Decreto del fare: addio alla responsabilità sugli appalti

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La norma attualmente in vigore (che si applica ai contratti di appalto stipulati dal 12 agosto 2012) prevede la responsabilità solidale dell’appaltatore/committente per i versamenti fiscali del subappaltatore/appaltatore, salvo che venga acquisita la documentazione da cui risulti che quest’ultimo, alla data del pagamento del corrispettivo, abbia effettuato regolarmente i versamenti fiscali.
La citata riforma legislativa aveva sollevato numerosi dubbi applicativi e la sua applicazione ha fatto emergere molte criticità (anche per la poca chiarezza della norma e della sua interpretazione).
L’Amministrazione Finanziaria aveva già cercato di semplificare gli adempimenti concedendo all’appaltatore e al subappaltatore la possibilità di fornire la prova di aver versato le ritenute fiscali sui redditi da lavoro dipendente e l’Iva con un’autocertificazione o mediante l’asseverazione rilasciata da un professionista abilitato o dal responsabile del Caf. Il settore degli appalti già da tempo risente degli eccessivi carichi burocratici riversati sugli operatori economici, le ulteriori misure introdotte dal Decreto Sviluppo, come la preventiva verifica degli adempimenti in materia di lavoro, ostacolavano ancor di più la conclusione dei contratti e implicavano una serie di responsabilità, che sopravvivevano e sopravvivono tuttora dopo la conclusione della prestazione. A questo si è aggiunto l’ulteriore aggravio della responsabilità fiscale (Iva e ritenute sulle retribuzioni dei dipendenti) a carico dell’appaltatore e del committente.
Ora, dopo mesi di dibattiti e interpretazioni dottrinarie, ecco che viene prevista la soppressione dei commi da 28 a 28- ter dell’articolo 35 del D.L. n. 223/06.
In pratica l’appaltatore non risponderà più con il subappaltatore del versamento all’Erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e sull’Iva per le prestazioni collegate ai lavori. Viene meno l’intera disciplina che prevede la responsabilità solidale dell’appaltatore e la responsabilità sanzionatoria del committente (da 5.000 a 200.000 euro) per il versamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e dell’Iva dovuta dal subappaltatore o dall’appaltatore.
Va detto, tuttavia, che la solidarietà tra committente e appaltatore non sparisce, ma sopravvive per quanto riguarda retribuzioni e contributi previdenziali e assicurativi (per 2 anni), come già stabilito dal D.Lgs. n. 276/2003.

Semplificazioni rilevanti anche per il Durc, il documento unico di regolarità contributiva. Viene, infatti, modificato il Codice degli appalti: le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori dovranno acquisire d’ufficio Durc in formato elettronico anche per gli eventuali subappaltatori, sia per l’accertamento delle clausole di esclusione che ai fini del pagamento delle prestazioni.
Il documento unico di regolarità contributiva rilasciato per i tutti i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture avrà validità di 180 giorni (e non più di 3 mesi) dalla data di emissione.
Esiste un’unica eccezione: per il pagamento del saldo finale rimane in ogni caso necessaria l’acquisizione di un nuovo Durc, a prescindere da quando sia stato rilasciato il precedente.
Per tutti i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, ai fini della verifica amministrativo-contabile, i titoli di pagamento devono essere corredati dal DURC, anche in formato elettronico, e, una volta rilasciato, avrà efficacia per tutti gli appalti promossi da una determinata stazione appaltante.

La prassi che prevede, in caso di mancanza dei requisiti, l’obbligo per gli enti autorizzati al rilascio (Casse edili, Inps, Inail) di invitare mediante PEC o per il tramite della PEC del consulente del lavoro a regolarizzare la propria posizione entro un termine non superiore a 15 giorni, indicando analiticamente le cause della irregolarità trova concretezza nel nuovo testo normativo.

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