22 Ago 2013

Unico 2013 e pagamenti tardivi

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Passata l’ultima scadenza per i pagamenti correnti (20 agosto, con la maggiorazione dello 0,4%) chi non avesse pagato le imposte può rimediare pagando in ritardo fruendo del ravvedimento operoso. Le modalità per rimediare sono tre:

  • Ravvedimento brevissimo – Se la regolarizzazione avviene entro 14 giorni, la sanzione si riduce allo 0,2 per ogni giorno di ritardo (1/10 del 2%). Dunque, chi non ha pagato le imposte entro il 20 agosto può avvalersi del ravvedimento sprint entro 14 giorni dalla scadenza (cioè entro il 3 settembre 2013). Ad esempio il contribuente che doveva versare il 20 agosto un’Irpef di 100 € (compresa la maggiorazione) e decide di pagarla il 27 agosto può pagare una sanzione ridotta dell’1,40% pari a € 1,4.
  • Ravvedimento breve – Con il ravvedimento breve la sanzione è pari al 3% (1/10 del 30%), il pagamento omesso deve però essere eseguito dal quindicesimo (4 settembre 2013) entro trentesimo giorno successivo alla scadenza (19 settembre 2013).
  • Ravvedimento lungo – Infine rimane il ravvedimento lungo da effettuarsi entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è commessa la violazione (cioè per le persone fisiche entro il 30 settembre 2014). In questo caso la sanzione è dovuta nella misura del 3,75% (1/8 del 30%).

Somme da versare – Circa la decisione delle somme da versare si fa presente che è possibile “frazionare” quanto dovuto, in relazione alle proprie disponibilità. Vale a dire, procedere con un ravvedimento parziale, corrispondendo, di volta in volta, interessi e sanzioni commisurati alla parte del debito d’imposta versato tardivamente. L’Agenzia delle Entrate nella risoluzione n. 67/2011 ha infatti chiarito che il ravvedimento di una sola parte del debito di imposta sanabile è valido e il contribuente può fruire della riduzione delle sanzioni, se viene effettuato entro i termini stabiliti e se non sono intervenuti controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria. Il contribuente può dunque valutare l’opportunità di una sorta di proprio piano di “rientro” facendo attenzione al corretto calcolo delle sanzioni dovute.

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