29 Ago 2013

Appalti e responsabilità solidale: situazione attuale

0 Comment

Con la pubblicazione  in Gazzetta Ufficiale, lo scorso 20 agosto, della Legge di conversione (98/13) del  c.d. “Decreto del Fare” (D.L: 69/2013) è stata definita (per il momento) la disciplina della responsabilità solidale negli appalti e subappalti (in attesa di una sua possibile definitiva revisione/abrogazione come auspicato dall’ordine del giorno approvato dalla Camera in data 8 agosto). Gli adempimenti pertanto rimangono quelli in vigore dal 12 agosto del 2012, salvo l’alleggerimento dovuto alla sparizione della responsabilità relativa all’I.V.A. Pertanto l’appaltatore risponde in solido con il subappaltatore relativamente a:

  • il versamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente;
  • il versamento dei contributi previdenziali e dei contributi assicurativi obbligatori per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dei dipendenti.

Stato dellì’arte.  In poche parole, in materia di appalto, è stata istituita una responsabilità, per così dire, “collettiva” nel senso che si vogliono coinvolgere “i soggetti che intervengono nel contratto di appalto (committente, appaltatore, subappaltatore) nel controllo riguardo la effettuazione e il versamento dei contributi previdenziali, assicurativi, nonché delle ritenute fiscali, riferibili ai lavoratori che sono utilizzati nell’appalto stesso. La situazione alla luce delle modifiche introdotte dalla norma è pertanto la seguente:

  • l’appaltatore risponde in solido con il subappaltatore, nei limiti dell’ammontare del corrispettivo dovuto, del versamento all’erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente  dovute dal subappaltatore all’erario in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto di subappalto;
  • la responsabilità solidale viene meno se l’appaltatore verifica, acquisendo la documentazione prima del versamento del corrispettivo, che gli adempimenti di  cui al periodo precedente, scaduti alla data del versamento, sono stati correttamente eseguiti dal subappaltatore;
  • l’attestazione dell’avvenuto adempimento degli obblighi di cui sopra può essere rilasciata anche attraverso un’asseverazione rilasciata da CAF o da  professionisti abilitati;
  • l’appaltatore può sospendere il pagamento del corrispettivo fino all’esibizione della predetta documentazione da parte del subappaltatore;
  • gli atti che devono essere notificati entro un termine di decadenza al subappaltatore sono notificati entro lo stesso termine anche al responsabile in solido; 
  • il committente provvede al pagamento del corrispettivo dovuto all’appaltatore previa esibizione da parte di quest’ultimo della documentazione attestante che gli adempimenti di cui sopra, scaduti alla data del pagamento del corrispettivo, sono stati correttamente eseguiti dall’appaltatore e dagli eventuali  subappaltatori;
  • il committente può sospendere il pagamento del corrispettivo fino all’esibizione della predetta documentazione da parte dell’appaltatore;
  • l’inosservanza delle modalità di pagamento previste a carico del committente è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 200.000 euro se gli adempimenti di cui sopra non sono stati correttamente eseguiti dall’appaltatore e dal subappaltatore;

Le predette disposizioni interessano i contratti di appalto e subappalto di opere, forniture e servizi conclusi da soggetti che stipulano i predetti contratti nell’ambito di attività rilevanti ai fini IVA e, in ogni caso, dai soggetti IRES. Resta fermo, pertanto che, prima di effettuare qualunque pagamento con riferimento a contratti di appalto/subappalto stipulati o rinnovati dal 12 agosto 2012: l’appaltatore deve richiedere al subappaltatore l’asseverazione di un soggetto qualificato (o, in alternativa, l’autocertificazione) attestante che i versamenti delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente inerenti il subappalto, già scaduti a tale data, siano stati“correttamente eseguiti”; il committente deve comportarsi allo stesso modo nei confronti dell’appaltatore, il quale deve fornire anche la documentazione rilasciata da tutti i subappaltatori. In mancanza dell’attestazione cartacea (e in caso d’irregolarità nel versamento delle ritenute riferite alle prestazioni effettuate nell’ambito dell’appalto o dei vari subappalti), l’appaltatore risponde in solido verso l’erario con il subappaltatore “infedele” nei limiti dell’ammontare del corrispettivo dovuto, mentre il committente è passibile della sanzione da 5 mila a 200 mila euro. Guai, pertanto, a dimenticarsi, all’atto del pagamento dei corrispettivi, di richiedere l’ormai ben nota certificazione (che, emendata della parte riguardante gli adempimenti Iva, può essere redatta come da facsimile a lato). Nel caso in cui l’appaltatore (o il subappaltatore) non abbia dipendenti o assimilati, ovvero nessuno di questi abbia partecipato alle prestazioni connesse allo specifico rapporto contrattuale (e, quindi, non sia sorto alcun obbligo di ritenuta), si ritiene che debba essere rilasciata un’attestazione in tal senso. Onde evitare guai peggiori è comunque più che opportuno conservare ampia prova dell’effettività dei lavori svolti, delle modalità di pagamento e dell’esistenza “fiscale” del prestatore. L’Amministrazione deve chiarire le conseguenze dell’eliminazione dei riferimenti ai versamenti Iva operata dall’articolo 50 del Dl 69/13. In virtù del principio del “favor rei”, la sanzione non potrà più essere comminata, nella specifica ipotesi, al committente (anche per inadempimenti precedenti al 22 giugno scorso), mentre è da definire se vige ancora la solidarietà Iva per gli inadempimenti anteriori ai pagamenti di corrispettivi effettuati in assenza di attestazione/autocertificazione nel periodo dall’11 ottobre 2012 al 22 giugno 2013. 

 
[top]