30 Ago 2013

Le novità dell’IMU per le imprese

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Nel D.L. del 28 agosto scorso, oltre naturalmente alla soppressione dell’imposta su abitazione principale, terreni agricoli e fabbricati rurali ed alla previsione di una seppur limitata deducibilità del tributo dalle imposte sui redditi, la principale novità per le imprese è l’esclusione dal tributo degli immobili invenduti delle imprese costruttrici (ove per costruttrice s’intende il titolare della concessione edilizia).
Le imprese interessate sono in primo luogo le imprese che per attività statutaria costruiscono fabbricati per la vendita, vale a dire le c.d. “immobiliari di costruzione”. In capo a tali imprese, tali fabbricati costituiscono tipicamente beni merce.

I fabbricati costituenti immobili merce sono fatti oggetto di una duplice disposizione di favore:

  • Da un lato, è previsto che essi non sconteranno la seconda rata (saldo) IMU relativa al 2013 (in scadenza lunedì 16 dicembre). Il testo normativo, conferma che la prima rata (acconto) IMU risulta dovuta, con conseguente necessità , per le imprese di costruzione che non vi avessero ancora provveduto (la scadenza era lunedì 17 giugno), di attivarsi per regolarizzare la propria posizione.
  • Dall’altro lato è sancita l’esenzione dall’IMU, con effetto dal 1° gennaio 2014. Si tratta di una novità assoluta, sia per la disciplina dell’IMU, sia, per quella già a suo tempo approntata per l’ICI. Sinora, infatti, il legislatore si era sempre limitato a demandare ai Comuni la facoltà di prevedere una disciplina di favore per tali fabbricati, che in capo al possessore rappresentano già un peso sotto il profilo economico e finanziario.

Il Governo, probabilmente spinto in tal senso dalla bassa congiuntura in cui versa il settore immobiliare delle costruzioni,  ha pensato un’agevolazione sistemica, non rimessa all’iniziativa degli enti locali, e quindi a scala nazionale.
Da notare che entrambe le disposizioni di favore (soppressione dell’acconto IMU 2013 ed esenzione dall’IMU per l’avvenire) operano soltanto a condizione che il fabbricato mantenga la sua destinazione di bene in vendita e non risulti locato. Dal momento in cui una soltanto di tali due condizioni dovesse difettare, il fabbricato tornerebbe a scontare il tributo. Per contro per l’esenzione dall’IMU a valere dal 2014, non è stabilita alcuna limitazione temporale.

Gli immobili invenduti interessati sono quelli censiti in catasto con attribuzione di rendita. Solo tali immobili, infatti, possono scontare il tributo. Le unità immobiliari in corso di costruzione, censite come tali, senza rendita catastale, nella categoria fittizia F/3, non scontano l’IMU e, quindi, su di esse la novità non impatta. Alle stesse conclusioni si addiviene non siano state provvisoriamente accatastate nella categoria F/3. In tal caso, infatti, l’IMU è assolta dall’impresa di costruzione sull’area fabbricabile;  pertanto in questo caso (area edificabile) l’imposta risulta dovuta.

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