11 Ott 2013

Aumento dell’aliquota ordinaria IVA dal 21 al 22% dal 1° ottobre 2013

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Com’è noto dallo scorso 1° ottobre (repentino ed inaspettato – a causa delle note vicende governative – fortunatamente questa volta l’aumento coincide con l’inizio sia del mese che del trimestre) l’aliquota ordinaria dell’IVA è passata dal 21% al 22%. Si analizzano di seguito le relative problematiche anche alla luce della C.M. 45/E del 12 ottobre 2011, emanata dall’Agenzia delle Entrate in occasione del precedente aumento dal 20 al 21%.

Regola generale – Il punto di partenza per definire la corretta gestione Iva delle operazioni nel periodo transitorio, è l’art. 6 del D.P.R. 633/1972 che detta i criteri generali per l’individuazione del momento di effettuazione dell’operazione, unitamente all‘art. 39 del D.L. 331/93 in relazione agli acquisti intracomunitari di beni.
Si analizzano di seguito alcuni casi specifici:
  • La cessione di beni immobili – A prescindere da caparre e/o acconti incassati e/o pagati (che scontano, se del caso, l’aliquota IVA del momento) , il momento impositivo è la stipula dell’atto notarile. In sostanza, nell’ipotesi in cui sia stato stipulato il preliminare di vendita con versamento di acconti a settembre 2013 e la stipula dell’atto notarile successiva al 1° ottobre 2013, gli acconti sul prezzo sconteranno l’aliquota Iva del 21%, mentre il versamento del saldo all’atto della stipula del contratto definitivo, al verificarsi dunque degli effetti traslativi, sconterà l’aliquota del 22%.
  • La cessione di beni mobili – Il momento di effettuazione dell’operazione corrisponde alla data della consegna o spedizione delle merci, sempre tenendo conto di acconti e fatturazione anticipata che fanno sorgere autonomamente il debito dell’imposta al pagamento e alla data di emissione della fattura. Di conseguenza, acconti o fatture anticipate avvenuti entro il 30 settembre 2013 per merci da consegnare/spedire sconteranno l’Iva al 21%, mentre l’eventuale saldo successivo al 1° ottobre 2013 sconterà l’Iva al 22%.
  • Le note di variazione – Le note di variazione in aumento o in diminuzione, la cui disciplina è rinvenibile nell’art. 26 del D.P.R. 633/1972, riferendosi a operazione per le quali si è già verificano il momento generatore dell’impostasconteranno l’aliquota dell’operazione a cui si riferiscono. Dunque, qualora venga emessa una nota di variazione che si riferisce a un’operazione ultima entro il 30 settembre 2013, questa sconterà l’aliquota Iva del 21%.
  • La prestazione di servizi generici da non residenti – Queste si considerano effettuate nel momento in cui sono ultimate, sempre considerando il pagamento intervenuto precedentemente all’ultimazione della prestazione che costituisce un autonomo evento generatore d’imposta. La data dell’ultimazione della prestazione è la data di riferimento per il committente italiano per adempiere agli obblighi di assolvimento dell’imposta attraverso l’integrazione o l’emissione dell’autofattura. In sostanza, tutte le prestazioni di servizi generiche ricevute da un soggetto non residente ultimate entro il 30 settembre 2013 sconteranno l’aliquota Iva del 21%, mentre su quelle ultimate successivamente a tale data si applicherà l’Iva del 22%. La C.M. 16/E/2013 ha fornito chiarimenti in merito al concetto di ultimazione della prestazione sancendo che nell’ipotesi in cui il prestatore sia un soggetto comunitario si deve ritenere che la fattura emessa da quest’ultimo possa essere assunta come indice dell’effettuazione dell’operazione e nell’ipotesi in cui il prestatore sia un soggetto extracomunitario si deve, comunque, ritenere che la ricezione di un qualunque documento da quest’ultimo emesso, volto a certificare l’operazione resa, sia indice dell’ultimazione dell’operazione o della maturazione del corrispettivo, con conseguente obbligo di emissione dell’autofattura da parte del committente nazionale.
  • La registrazione dell’acquisto intracomunitario  L’art. 46, co. 1, D.L. 331/1993 sancisce, in merito alla fatturazione degli acquisti intracomunitari, che “la fattura relativa all’acquisto intracomunitario deve essere numerata e integrata dal cessionario con l’indicazione del controvalore in euro del corrispettivo e degli altri elementi che concorrono a formare la base imponibile dell’operazione, espressi in valuta estera, nonché dell’ammontare dell’imposta, calcolata secondo l’aliquota dei beni”. 
    Di conseguenza, anche per gli acquisti intracomunitari si pone il problema circa la corretta aliquota Iva da applicare per le operazione a cavallo del 1° Ottobre 2013, spartiacque tra l’applicazione della vecchia aliquota ordinaria del 21% e la nuovo aliquota ordinaria del 22%. 
    Si pensi al caso di una società italiana che abbia proceduto all’acquisto di merci da un fornitore comunitario versando un acconto il 20 Settembre 2013. Le merci verranno spedite il 15 Ottobre.
    In tal caso, come precedentemente affermato, per le cessioni e gli acquisti intracomunitari si dovrà far riferimento, al fine di determinar la corretta aliquota Iva applicabile, al momento di spedizione dallo Stato Membro d’origine.
    L’acconto pagato non costituisce un autonomo fatto generato d’imposta nella nuova formulazione dell’art. 39, D.L. 331/1993.
    Di conseguenza, non avendo il fornitore comunitario emesso fattura relativamente all’acconto versato questo non rileverà ai fini dell’individuazione del momento di effettuazione dell’operazione.
    La fattura emessa al momento della spedizione (15 Ottobre) dovrà essere integrata applicando l’aliquota Iva del 22% e successivamente annotata seguendo le regole dell’articolo 47, Dl 331/93.
    Diversamente, qualora fosse stata emesse fattura da parte del fornitore comunitario prima del 30 Settembre 2013 la stessa dovrà essere integrata applicando l’aliquota Iva del 21% in quanto, se, anteriormente all’inizio del trasporto o della spedizione dei beni viene emessa fattura, l’operazione si considera effettuata alla data di emissione della fattura, sebbene limitatamente all’importo fatturato. Dunque, l’emissione della fattura costituisce un autonomo fatto generato d’imposta e se avvenuta entro il 30 Settembre renderà necessaria l’applicazione dell’aliquota Iva del 21%.
  • IVA per cassa: L’aumento dell’Iva ordinaria dal 21 al 22% impatta solo indirettamente con il regime dell’Iva per cassa. Chi ha optato per questo particolare regime deve imputare l’Iva delle operazioni imponibili a debito nel mese o nel trimestre in cui incassa, o per l’Iva acquisti quando paga. L’operazione si intende comunque effettuata al momento della consegna per i beni mobili, ovvero al momento del pagamento per le prestazioni di servizi. Di conseguenza nelle prossime liquidazioni Iva mensili o trimestrali potrà risultare dovuta e detraibile l’Iva applicata ancora con la aliquota del 21% in quanto riferita a fatture emesse prima del 1° ottobre 2013.
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