28 Ott 2013

Spesometro 2012: gli adempimenti per i contribuenti

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La comunicazione delle operazioni Iva del 2012 (c.d. “spesometro”) , secondo quanto stabilito dal provvedimento del 2 agosto 2013 e confermato dalle istruzioni al modello, può essere compilata in una duplice modalità ed ha 2 diverse scadenze: 

  • entro il 12 novembre per chi effettua le liquidazioni mensili Iva;
  • entro il  21 novembre per chi effettua le liquidazioni trimestrali Iva;

Modalità analitica: con questa modalità si debbono indicare tutte le fatture emesse o ricevute (e relative note di variazione), con evidenza della data e del numero di emissione e di registrazione.

Modalità cumulativa: in questa modalità si  riporteranno, per ogni cliente e fornitore, il numero delle operazioni cumulate, l’importo totale fatturato (imponibile e Iva) e quello delle note di variazione.

Operazioni incluse nello spesometro:

  • Vanno incluse nell’elenco tutte le operazioni attive e passive rilevanti ai fini Iva di qualunque ammontare: imponibili, non imponibili ed esenti. Sono comprese, come chiarito dalle istruzioni definitive, le cessioni gratuite (in caso di autofattura si espone la partita Iva del cedente), le operazioni in reverse charge assoggettate a Iva dal committente.
  • Per le operazioni per le quali non sussiste l’obbligo di emissione della fattura (vendite dei commercianti al dettaglio e assimilati, documentate da scontrino o ricevuta fiscale), sia la legge sia il provvedimento prevedono l’obbligo solo a partire da un importo unitario di 3.600 euro, Iva compresa. In base alle istruzioni al modello (che paiono superare il dato della legge), la semplice emissione della fattura (anche se facoltativa e affiancata dal rilascio di scontrino o ricevuta fiscale, con annotazione cumulativa nel registro dei corrispettivi) fa ricadere le operazioni tra quelle da comunicare in ogni caso, a prescindere dal corrispettivo. Questa estensione vale di fatto solo dal 2014 (da trasmettere nel 2015), in quanto per il 2012 e il 2013 le fatture dei commercianti al dettaglio e assimilati si comunicano, come già i corrispettivi, solo a partire dalla soglia di 3.600 euro.

Soggetti esclusi dall’adempimento:

  • sono esclusi dal dovere della comunicazione i contribuenti minimi di cui all’art. 27, co. 1 e 2, de D.L. n. 98/2011, e all’art. 1, co. 96-117, della Legge n. 244/2007 (che sono contribuenti “fuori campo IVA”);
  • lo Stato, le Regioni, i Comuni e gli altri organismi di diritto pubblico in relazione alle operazioni effettuate e ricevute nell’ambito di attività istituzionali, diverse da quelle previste dall’art. 4 del D.P.R. n. 633/1972.

Casi particolari:

  • Enti ed associazioni in regime 398/91: in questo caso l’obbligo della comunicazione riguarda (oltre agli eventuali corrispettivi con  i limiti di cui sopra) le fatture emesse e le fatture ricevute ancorché non registrate (in quanto non vi è l’obbligo di registrazione ed è stata eliminata la soglia dei 3.000 euro applicata per il passato). In questo caso vengono persi i benefici dell’agevolazione che limita l’obbligo alla sola numerazione delle fatture ricevute.
  • Contribuenti “ex minimi”: qualora abbiamo applicato le “semplificazioni”  dovranno trasmettere in ogni caso i dati degli acquisti e delle vendite; diversamente sono “normali” contribuenti.
  • Nuove iniziative produttive: i soggetti che rientrano nell’agevolazione sono comunque tenuti alla presentazione dello spesometro.
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