21 Mar 2014

Nuovo redditometro: forse è la volta buona

0 Comment

A distanza di 4 anni dalla norma modificativa (il D.L. 78/2010) il nuovo redditometro pare essere davvero ai nastri di partenza. La C.M. 6/E/2014 dovrebbe infatti costituire l’ultimo atto di una sceneggiatura che ha visto il confronto tra l’Agenzia delle Entrate ed il Garante della Privacy su alcuni importanti elementi costitutivi della base presuntiva del reddito sintetico.
Della lettura della C.M. 6/E/2014 è possibile osservare come l’Agenzia delle Entrate abbia in gran parte accolto le censure del Garante, confermando la portata ridimensionata delle “spese Istat” nella ricostruzione sintetica del reddito. Queste, infatti, non saranno prese in considerazione,  se riferite alla spese aventi ad oggetto beni e servizi di uso corrente (per fare un esempio, alimentari e bevande, abbigliamento e calzature).
Al contrario, le spese derivanti dal possesso di determinati beni indice (l’autovettura o l’abitazione, nella maggior parte dei casi) potranno essere determinate con riferimento al dato statistico, ferma restando la possibilità del contribuente di dare prova di una diversa situazione di fatto. L’Agenzia ha altresì specificato che la capacità di spesa derivante dal così detto “fitto figurativo” sarà attribuita al soggetto verificato non già in sede di selezione  ma nel contraddittorio, qualora lo stesso non detenga un immobile in proprietà o altro diritto reale di godimento, locazione o leasing, uso gratuito. Ricorrendo una di queste ipotesi, il reddito sarà invece ricostruito sulla base delle spese per elementi certi, già monitorate dall’Amministrazione Finanziaria.
Quanto alle modalità di individuazione dello “stile di vita”,  in sede di selezione si dovrà prendere in considerazione la situazione del contribuente con riferimento alla “famiglia anagrafica” e non più alla “famiglia fiscale”. In altre parole, per valutare la coerenza del reddito dichiarato con la spesa sostenuta, occorrerà verificarne la compatibilità con i redditi dichiarati dai familiari conviventi, ivi compresi i figli maggiorenni, nonché dai conviventi di fatto, non fiscalmente a carico. Sarà onere dell’Amministrazione Finanziaria interfacciarsi con l’Anagrafe comunale, prima di invitare il contribuente.
Infine l’Agenzia afferma di aver individuato “alcuni accorgimenti idonei a correggere fattori che possono generare imprecisioni nei dati”, dei quali, peraltro, non è dato sapere. Non altrettanto si può dire, invece, con riferimento al rinnovato silenzio sull’effettiva portata del contenuto induttivo della quota di risparmio maturata nell’anno, elemento che rischia di diventare il vero detonatore dell’accertamento sintetico.

[top]