21 Ott 2014

30 ottobre 2014: “bis” per beni ai soci e finanziamenti 2013

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30 ottobre 2014: “bis” per beni ai soci e finanziamenti 2013

Nessuna proroga in vista per la scadenza dell’adempimento, cui sono chiamati per la seconda volta i contribuenti.

Mancano circa 10 giorni alla scadenza dell’adempimento, cui i contribuenti sono chiamati per la seconda volta: la comunicazione dei beni aziendali in uso ai soci o familiari dei soci (da effettuare alternativamente da parte della società concedente o dall’utilizzatore) e dei finanziamenti effettuati alla società da parte dei soci (da effettuarsi da parte della società).

Gli operatori dovranno, entro il 30 ottobre 2014, inviare i dati relativi al 2013. La comunicazione riguarda beni, concessi nel periodo di imposta, e finanziamenti ricevuti dall’impresa nel periodo d’imposta, a prescindere dalla coincidenza dello stesso con l’anno solare.
Il modello ministeriale da utilizzare è quello pubblicato lo scorso 2 agosto 2013 con i Provv. n. 94902 e 94904 ed è unico per entrambe le comunicazioni (Beni in uso e finanziamenti).

I soggetti tenuti all’adempimento dovranno tener conto dei chiarimenti forniti dall’amministrazione finanziaria, in particolare in merito al perimetro di esonero o inclusione nell’area dell’adempimento.

Amministratori esonerati – D’altro canto, grazie al paragrafo 3.1 del Provv. n.94902 del 2 agosto 2013, sono esonerati dalla comunicazione i beni concessi in godimento agli amministratori, a prescindere dal fatto che venga o meno tassato il fringe benefit in capo all’amministratore stesso (ai sensi degli art. 51 e 54 del Tuir): diversa, dunque, la posizione dei soci, dipendenti o autonomi, per i quali è previstal’esclusione dall’obbligo della comunicazione, solo con riferimento ai beni per i quali vi è la tassazione delfringe benefit.

Nessuna comunicazione va fatta, di conseguenza, nel caso in cui gli utilizzatori siano soci amministratori di società di persone, indipendentemente dalla natura del rapporto lavorativo (dipendente/assimilato) instaurato con la società.

Così come l’obbligo di comunicazione non sussiste, qualora non emerga un reddito diverso in capo all’utilizzatore (si vedano i chiarimenti della Circolare n.36/E/12), cioè una differenza positiva tra il valore pattuito, incrementato della quota di reddito della società imputabile al socio, nelle ipotesi di indeducibilità dei costi e il valore normale. Se l’utilizzo avviene a valori di mercato (tariffe ACI per gli autoveicoli), non vi è alcun obbligo di comunicazione.
Anche il titolare della ditta individuale, per i beni di cui usufruisce a titolo personale, ma iscritti nel registro beni ammortizzabili, è esonerato dall’adempimento.

I versamenti rilevanti vanno comunicati, a prescindere dalle rinunce – In relazione alla comunicazione dei finanziamenti l’importo dei finanziamenti va sempre comunicato (flusso verso la società), mentre l’eventuale rinuncia non deve essere indicata, sempreché non comporti un esborso di denaro ad altro titolo, ad esempio a titolo di apporto.

Regimi forfetari esonerati – In ultima analisi, il quesito n. 1 delle FAQ pubblicate dall’Agenzia, precisano che i contribuenti che adottano il regime di contabilità semplificata:
– dei minimi, ex art. 27, commi 1 e 2, D.L. n.98/11;
– quello degli “ex minimi” ex art. 27, commi 3 e seguenti, D.L. n.98/2011;
– e il regime delle nuove iniziative produttive (art.13 L. 388/2000)
sono esonerati dall’obbligo di comunicazione dei finanziamenti e delle capitalizzazioni, a meno che non posseggano un conto corrente specifico dedicato all’attività.

Sanzioni da 206,58 a 5.164,57 per omessa o infedele comunicazione – In caso di mancata o infedele comunicazione, relativa ai finanziamenti e alle capitalizzazioni, nonostante il D.L. n.138/2011 non preveda nemmeno l’adempimento, viene applicata la sanzione prevista dall’art.13, comma 2, del D.P.R. n.605/1973, cioè una sanzione amministrativa da 206,58€ a 5.164,57€, ridotta alla metà in caso di comunicazioni incomplete o inesatte.

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