30 Mar 2015

Reverse charge: niente sanzioni fino al chiarimento dell’Agenzia delle Entrate

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Con la Circolare 14/E del 27.03.2015, l’Agenzia fornisce i primi chiarimenti sulle novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2015 in merito all’estensione del reverse charge.
Si tratta in particolare di stabilire con certezza il perimetro applicativo della norma e individuare le fattispecie per le quali il prestatore debba emettere fattura con l’indicazione inversione contabile.

Le prestazioni soggette.  L’Amministrazione Finanziaria ha chiarito quali sono le prestazioni da assoggettare a reverse charge. In una logica di semplificazione e allo scopo di evitare incertezze interpretative, si ritiene – afferma l’Agenzia – in conformità, peraltro, ai criteri adottati in sede di Relazione Tecnica, che debba farsi riferimento unicamente ai codici attività della Tabella ATECO 2007. Pertanto le attività soggette sono quelle relative ai codici che seguono(anche se esercitate senza la apposita comunicazione):

  • 81.21.00 Pulizia generale (non specializzata) di edifici;
  • 81.22.02 Altre attività di pulizia specializzata di edifici e di impianti e macchinari industriali. Devono intendersi escluse dall’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile le attività di pulizia specializzata di impianti e macchinari industriali, in quanto non rientranti nella nozione di edifici.
  • 43.11.00 Demolizione
  • 43.21.01 Installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione (inclusa manutenzione e riparazione);
  • 43.21.02 Installazione di impianti elettronici (inclusa manutenzione e riparazione);
  • 43.22.01 Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria (inclusa manutenzione e riparazione) in edifici o in altre opere di costruzione;
  • 43.22.02 Installazione di impianti per la distribuzione del gas (inclusa manutenzione e riparazione);
  • 43.22.03 Installazione di impianti di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati e la manutenzione e riparazione)
  • 43.29.01 Installazione, riparazione e manutenzione di ascensori e scale mobili;
  • 43.29.02 Lavori di isolamento termico, acustico o antivibrazioni;
  • 43.29.09 Altri lavori di costruzione e installazione n.c.a. (limitatamente alle prestazioni riferite ad edifici)
  • 43.31.00 Intonacatura e stuccatura;
  • 43.32.01 Posa in opera di casseforti, forzieri, porte blindate;
  • 43.32.02 Posa in opera di infissi, arredi, controsoffitti, pareti mobili e simili. La posa in opera di “arredi” deve intendersi esclusa dall’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile, in quanto non rientra nella nozione di completamento relativo ad edifici;
  • 43.33.00 Rivestimento di pavimenti e di muri;
  • 43.34.00 Tinteggiatura e posa in opera di vetri;
  • 43.39.01 Attività non specializzate di lavori edili – muratori (limitatamente alle prestazioni afferenti gli edifici); 43.39.09 Altri lavori di completamento e di finitura degli edifici n.c.a. “completamento di edifici”.

Tale criterio deve, quindi, essere assunto al fine di individuare le prestazioni di pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento relative ad edifici.

Cessione di beni con posa in opera – Con la C.M. 14/E/2015 viene ribadito che devono ritenersi escluse dal reverse charge le forniture di beni con posa in opera in quanto tali operazioni, ai fini IVA, costituiscono cessioni di beni e non prestazioni di servizi, poiché la posa in opera assume una funzione accessoria rispetto alla cessione del bene

Sanzioni – Così come avvenuto per lo split payment e come auspicato dagli operatori, s’introduce una clausola di salvaguardia per eventuali errori commessi prima dell’emanazione della Circolare.

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