12 Gen 2018

Novità della “Legge di bilancio 2018″ – Modifica alla disciplina dei redditi di capitale

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Viene riformato il regime fiscale dei redditi di capitale e dei redditi diversi di natura finanziaria, prevedendo anche per le componenti che derivano dal possesso, o dal realizzo, di partecipazioni qualificate l’esclusione dal reddito complessivo e la tassazione nella misura del 26%. Di fatto, viene esteso alle partecipazioni qualificate il regime proprio delle parteci­pazioni non qualificate.

Dividendi e plusvalenze
A seguito delle modifiche apportate all’art. 47 co. 1 del TUIR e all’art. 27 co. 1 del DPR 600/73, anche i dividendi derivanti dal possesso di partecipazioni qualificate percepiti da persone fisiche non imprenditori, in precedenza assoggettati alle aliquote marginali IRPEF vengono tassati con una ritenuta a titolo d’imposta del 26%.

Ipotiz­zando, quindi, un dividendo (o una plusvalenza)  di 10.000,00 euro, percepito da una persona fisica titolare della quota del 30% in una srl e formatosi negli anni dal 2010 al 2015:

  • senza la novità in commento, la base imponibile sarebbe stata pari a 4.972,00 euro e, ipotizzando la tassazione della persona con l’aliquota margi­nale IRPEF del 43%, l’imposta sarebbe stata pari a 2.137,96 euro (importo a cui vanno aggiunte le addizionali locali);
  • a seguito della riforma, invece, il socio subisce una ritenuta a titolo d’imposta di 2.600,00 euro.

Rimane, invece, invariato il regime fiscale dei dividendi e delle plusvalenze percepiti:

  • dagli imprenditori individuali e dalle società di persone;
  • dalle società di capitali;
  • dagli enti non commerciali.

Decorrenze e regimi transitori
Le nuove regole di tassazione dei dividendi trovano applicazione per i redditi percepiti dall’1.1.2018.

È, però, prevista un’apposita disciplina transitoria in base alla quale, per le distribuzioni deliberate tra l’1.1.2018 e il 31.12.2022 relative ad utili prodotti sino all’esercizio in corso al 31.12.2017, la tassazione avviene se­condo le regole previgenti (quindi, con le aliquote progressive IRPEF su una base imponibile del 40%, 49,72% o 58,14%). Riprendendo l’esempio precedente, quin­di:

  • se la deliberazione dell’utile di 10.000,00 euro avviene nel 2018, si applicano comunque le previgenti regole (tassazione con le aliquote IRPEF progressive su una base imponibile limitata); le nuove regole troveranno invece applicazione:
  • se lo stesso utile, pur formatosi nelle annualità dal 2010 al 2015, viene distri­buito dopo il 2022 (con delibera anch’essa avvenuta dopo il 2022);
    se l’utile, pur con una distribuzione deliberata nel quinquennio transitorio 2018-2022, si è formato dal 2018 in avanti.

Le modifiche al regime delle plusvalenze “qualificate” trovano, invece, applica­zio­ne ai redditi diversi realizzati dall’1.1.2019. Quindi:

  • le plusvalenze realizzate nel 2018 restano assoggettate al previgente regime (anche se il corrispettivo viene incassato, in tutto o in parte, dopo il 2018);
  • le plusvalenze realizzate dal 2019 in poi sconteranno l’imposizione sostitutiva del 26%.
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