01 Feb 2019

Pace fiscale (1) – Rottamazione delle cartelle 2019 (“rottamazione-ter”)

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Con il D.L. 119/2018, la “rottamazione delle cartelle”, cioè la definizione in via agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione, è giunta alla sua terza edizione (cd. “rottamazione-ter”). La disciplina della nuova “rottamazione” riprende sostanzialmente quella già vista in passato, ma introduce anche alcune rilevanti novità.

Quali carichi è possibile “rottamare”

I carichi interessati sono quelli trasmessi dall’Ente creditore all’Agente della riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 gennaio 2017 (per la “rottamabilità” è del tutto irrilevante la data di notifica al contribuente della relativa cartella). Una novità della “rottamazione-ter” è che sono definibili sostanzialmente tutti i debiti iscritti a ruolo, anche i carichi a titolo di risorse proprie dell’Unione Europea (dazi, accise e IVA riscossa all’importazione), seppure con una disciplina a parte.

Rimangono espressamente esclusi, invece, i seguenti:

  1. somme derivanti dal recupero degli aiuti di Stato;
  2. crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti;
  3. sanzioni di natura penale;
  4. sanzioni diverse da quelle fiscali e contributive.
Cosa comporta la “rottamazione”

La rottamazione comporta l’azzeramento totale di sanzioni e interessi di mora, per cui restano dovuti solo:

  1. le somme affidate all’Agente della riscossione a titolo di capitale (normalmente, il tributo) e interessi;
  2. l’aggio delle stesse e il rimborso delle spese per procedure esecutive e notifica della cartella di pagamento.

Ne consegue che, se il carico è costituito da sole sanzioni, la rottamazione produce l’annullamento integrale della pretesa.

Per le sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, invece, vengono stralciati solamente gli interessi di mora.

Come accedere alla “rottamazione-ter”

Per la sanatoria è necessario trasmettere l’apposita istanza (su modello appositamente predisposto) entro il 30 aprile 2019. Nel modulo il contribuente dovrà indicare la modalità di pagamento (unica soluzione o numero di rate prescelto) e i carichi che intende rottamare – non è obbligatorio, infatti, includere nella rottamazione tutti i carichi esistenti.

L’istanza può essere presentata:

  • via PEC;
  • attraverso il proprio cassetto fiscale; oppure
  • direttamente agli sportelli fisici dell’Agenzia delle Entrate.

In caso di adesione alla procedura, presso l’area riservata di ciascun contribuente è possibile consultare l’elenco dei carichi e delle somme dovute.

Novità della “rottamazione-ter” è che consente, in deroga alla regola generale, il rilascio del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) già a seguito della presentazione della domanda di definizione agevolata (non a seguito dell’adozione della rateazione e del pagamento della 1° rata), purché sussistano gli altri requisiti di legge previsti dalla vigente normativa.

Come perfezionare la “rottamazione”

Il pagamento può avvenire:

  1. in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2019; oppure
  2. in un massimo di 18 rate consecutive, con le seguenti modalità:
Rata Importo Scadenza
1° rata 10% del totale 31 luglio 2019
2° rata 10% del totale 30 novembre 2019
3° – 18° rata tutte di pari importo 28 febbraio, 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno a partire dal 2020

A partire dal 1° agosto 2019 sono dovuti interessi pari al 2% annuo.

Il periodo di dilazione è, dunque, più lungo rispetto al passato ed è sicuramente la novità più rilevante della “rottamazione-ter”.

Le somme da pagare saranno comunicate al contribuente dall’Agente della riscossione entro il 30 giugno 2019, assieme al giorno e al mese di scadenza delle singole rate qualora previste (non è, dunque, richiesta né consentita l’autoliquidazione del contribuente).

Il pagamento può avvenire:

  1. mediante domiciliazione in conto corrente bancario;
  2. mediante bollettini precompilati;
  3. presso gli Uffici dell’Agente della riscossione.

Come in passato, è bene sottolineare che il perfezionamento della “rottamazione” si ottiene solo con il puntuale e integrale versamento di tutti gli importi di legge. Se ciò non dovesse avvenire (pagamento non integrale o pagamento in ritardo) e si dovesse decadere dalla rottamazione, verrà ripristinato il debito originario e non verrà più data la possibilità di rateizzare. Tale penalizzazione vale sempre e in qualsiasi ipotesi di decadenza, a prescindere dalla data di notifica della cartella.

Per i pagamenti in ritardo delle rate è prevista una “lieve tolleranza”, ma solo per ritardi non superiori a 5 giorni (cd. “lieve inadempimento”), i quali non comportano l’inefficacia della definizione agevolata né producono interessi. Tale soglia si considera per la generalità delle rate della rottamazione.

Effetti dell’adesione alla “rottamazione”

Come in passato, la manifestazione della volontà di accedere alla “rottamazione” produce effetti importanti:

  1. sospensione dei termini di prescrizione e decadenza;
  2. sospensione, fino a scadenza dell’unica rata o della 1° rata delle somme dovute a titolo di definizione, degli obblighi derivanti da dilazioni precedenti in essere alla data di presentazione (le quali vengono revocate senza possibilità di accordare nuove dilazioni);
  3. divieto di iscrizione di nuovi fermi amministrativi e ipoteche (fatti salvi quelli già in essere alla data di presentazione);
  4. divieto di avviare nuove procedure esecutive o di proseguire procedure esecutive precedentemente avviate (salvo che non sia stato tenuta la prima vendita all’asta con esito positivo);
  5. il debitore non si considera più “moroso”;
  6. le dilazioni sospese alla data del 31 luglio 2019 vengono automaticamente revocate senza possibilità di accordare nuove dilazioni;
  7. il pagamento dell’unica rata o dell’ultima rata delle somme dovute a titolo di definizione determina l’estinzione delle procedure esecutive precedentemente avviate (salvo che non sia stato tenuta la prima vendita all’asta con esito positivo).

Si noti, inoltre, che compilando la dichiarazione di adesione alla “rottamazione” occorre assumere l’impegno a rinunciare ai giudizi. Infatti, l’effettiva estinzione della controversia, con la cessazione della “materia del contendere” e la compensazione delle spese, è espressamente subordinata al perfezionamento della definizione agevolata.

Coordinamento con le precedenti “rottamazioni”

Il D.L. 119/2018 ha innanzitutto permesso a chi avesse aderito alla “rottamazione-bis”, ma non avesse ancora versato regolarmente tutte le rate in scadenza, di regolarizzare la propria posizione pagando in modo differito – entro il 7 dicembre 2018 scorsole rate di luglio, settembre e ottobre 2018. A chi abbia scelto di “regolarizzare” entro tale data, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione invierà entro il 30 giugno 2019 la comunicazione di “Differimento automatico” del pagamento delle rate residue, con possibilità di versare:

  1. tutto in un’unica soluzione (senza interessi) entro il 31 luglio 2019; oppure
  2. un massimo 10 rate (non 18) consecutive di pari importo con scadenza il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno a partire dal 2019 e con interessi pari al 0,3% annuo a partire dal 1° agosto 2019.

Oltre ai “ritardatari della “rottamazione-bis”, il D.L. 119/2018 si è occupato anche di chi aveva già partecipato alle precedenti “rottamazioni” ma senza portare a termine i propri impegni di pagamento, prevedendo che:

  • chi aveva avviato la “rottamazione 2016” ma non ha perfezionato la procedura con l’integrale e tempestivo pagamento delle somme dovute;
  • chi, dopo aver aderito alla “rottamazione 2017” (cd. “rottamazione-bis”) non ha provveduto al pagamento entro il 31 luglio 2018 di tutte le rate dei piani di dilazione in essere al 24 ottobre 2016, scadute al 31 dicembre 2016;

potrà espressamente essere (ri)ammesso alla nuova “rottamazione-ter”, beneficiando della rateazione.

Si noti che, così com’è scritta, altrettanto non è previsto per i “ritardatari della rottamazione-bis” che non hanno regolarizzato la propria posizione entro il 7 dicembre scorso. Si tratta, però, di un’incongruenza che ci si attende verrà risolta col Decreto semplificazioni in arrivo entro breve tempo.

Postilla: “Rottamazione-ter” e “stralcio automatico” dei ruoli fino a 1.000 €

Il D.L. 119/2018, nella medesima disciplina della “rottamazione-ter”, ha previsto anche l’annullamento automatico di tutti i ruoli affidati agli Agenti della riscossione per un importo residuo fino a 1.000 € (cd. “mini ruoli”) a partire dal 24 ottobre scorso.

Interessati dallo “stralcio automatico” sono i ruoli affidati agli Agenti della riscossione nel periodo tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010 che singolarmente hanno presentato, alla data del 24 ottobre 2018, un debito residuo di 1.000 €. Ciò significa che un contribuente con un diversi ruoli, ciascuno con importo inferiore a 1.000 €, poteva vedersi annullare l’intera cartella, anche se questa, considerando l’importo di tutti i ruoli complessivamente, fosse stata anche di molto superiore a 1.000 €.

Per l’annullamento dei “mini ruoli” non è stata necessaria alcuna manifestazione di volontà da parte dei contribuenti. Tuttavia, è bene sapere che i ruoli fino a 1.000 € oggetto dello “stralcio automatico” non possono essere oggetto né della “rottamazione-ter” né di eventuale “saldo e stralcio” dei ruoli per i contribuenti in grave difficoltà economica (l’articolo su quest’ultima procedura è disponibile qui).

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