28 Feb 2019

Nuovo obbligo di invio telematico dei dati dei corrispettivi

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Il D.L. n° 19 del 23 ottobre scorso (cd. Decreto fiscale) ha modificato la normativa sulla tracciabilità dei pagamenti e ha introdotto un obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri (cd. “corrispettivi elettronici”) per i soggetti (commercianti, pubblici esercizi ed artigiani) che effettuano operazioni esonerate dall’obbligo di rilascio della fattura (Art. 22 del D.P.R. 633/1972).

Il nuovo obbligo dei “corrispettivi elettronici” entrerà in vigore in modo differenziato:

  • inizialmente, dal 1° luglio 2019, per i soli soggetti che nel 2018 hanno registrato un volume d’affari superiore a € 400.000;
  • a regime, dal 1° gennaio 2020, per tutti gli altri esercenti;

e completerà il processo di certificazione fiscale avviato il 1° gennaio 2019 con l’introduzione dell’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica.

La trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi:

  1. farà venire meno l’obbligo di tenuta del “Registro dei corrispettivi”;
  2. sopprimerà l’obbligo di emissione della ricevuta fiscale.
Come adeguarsi e “credito d’imposta” per l’adeguamento

Per adeguarsi al nuovo obbligo, i soggetti interessati dovranno dotarsi di cd. “registratori (di cassa) telematici”, ossia dispositivi elettronici appositamente predisposti per certificare i corrispettivi di vendita (tramite il rilascio del cd. “scontrino elettronico” oppure mediante l’emissione di fattura elettronica anche semplificata) e comunicare gli incassi giornalieri direttamente all’Agenzia delle Entrate con una specifica procedura on-line. A garanzia della sicurezza e dell’inalterabilità dei dati inviati, i “registratori telematici” dovranno essere conformi ai modelli approvati ed omologati dall’Agenzia delle Entrate.

Sia che siate interessati dal nuovo obbligo entro la data del 1° luglio 2019 o del 1° gennaio 2020, è caldamente consigliato organizzarsi e contattare tempestivamente il proprio fornitore in previsione di tale scadenza, in modo di evitare il probabile intasamento dell’ultima ora.

Per adeguarsi, in concreto, è possibile percorrere due strade.

1) Acquistare direttamente un nuovo “registratore telematico” nel 2019, il quale sarà già pienamente conforme alla normativa vigente (sarà il caso, principalmente, di chi si trovi ad aprire una nuova partita IVA nell’anno in corso o a dover cambiare il proprio registratore di cassa quest’anno).

2) Per chi, invece, non volesse acquistare uno strumento nuovo, è possibile sottoporre il registratore di cassa in uso ad una specifica procedura di “adeguamento”.

In entrambi i casi verrà riconosciuta agli esercenti un’agevolazione finanziaria in forma di credito d’imposta in misura pari al 50% della spesa sostenuta:

  • per l’acquisto di nuovi strumenti, fino a un massimo di € 250 per dispositivo acquistato;
  • per l’adeguamento di strumenti già in uso, fino a un massimo di € 50 per dispositivo “adattato”.

Con il meccanismo del credito d’imposta, l’agevolazione verrà riconosciuto direttamente all’acquirente o committente del bene o dell’intervento di adeguamento.

Si noti che, per ottenere l’agevolazione, condizione necessaria è che l’acquisto e/o l’adeguamento degli strumenti vengano pagati con modalità tracciabili. Il credito d’imposta, infatti, potrà essere utilizzato in compensazione a decorrere dalla prima liquidazione IVA successiva al mese in cui è stata registrata la relativa fattura di acquisto o adeguamento e in cui risulta effettuato o saldato anche il pagamento “tracciabile”.

Possibili eccezioni e casi particolari

Per gli esercenti del settore sanitario, l’obbligo di trasmissione dei corrispettivi potrà essere adempiuto mediante gli strumenti già utilizzati per l’invio al Sistema Tessera Sanitaria”, a condizione che la trasmissione dei dati avvenga su base giornaliera e non mensile.

Si ricorda, inoltre, che:

  • per i distributori automatici, la memorizzazione e trasmissione dei dati in formato elettronico è obbligatoria già dal 1° aprile 2017, sebbene sia prevista una “fiscalizzazione graduale” delle macchine e una “soluzione transitoria” fino al termine ultimo del 30 dicembre 2022;
  • per le cessioni di benzina e gasolio, l’obbligo è scattato già dal 1° luglio 2018 per i soli impianti stradali a elevata automatizzazione, con progressiva estensione a tutti i soggetti che cedono carburanti fino al termine ultimo del 1° gennaio 2020;
  • per gli esercenti della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) è prevista una disciplina “ad hoc” che prevede la possibilità di “defiscalizzare” i punti vendita, esonerando gli stessi dagli obblighi di dotarsi di misuratori fiscali, di emettere scontrini elettronici, di chiusura giornaliera con la stampa dello scontrino di chiusura e di tenuta del giornale di fondo.
Postilla: “Corrispettivi elettronici” da “regime premiale” ad obbligo generalizzato

Si noti che il nuovo obbligo dei “corrispettivi elettronici” costituiva, a partire dal 1° gennaio 2017, un regime opzionale “premiale” che consentiva di ottenere alcuni benefici fiscali, come l’esonero dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi (fermo restando l’obbligo di emissione di fattura su richiesta del cliente) e agevolazioni in tema di rimborsi IVA semplificati. Per chi avesse esercitato l’opzione entro il 31 dicembre 2018, il regime “premiale” rimarrà in vigore per tutto il 2019 (ma solo per il 2019, dato che dal 1° gennaio 2020 l’obbligo dei “corrispettivi elettronici” sarà giunto “a regime”).

 

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