21 Gen 2020

Manovra 2020: Novità in materia di ritenute nei contratti di appalto e d’opera

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La Legge di bilancio 2020 (L. n° 160 del 27/12/2019) e il relativo Decreto fiscale correlato hanno apportato alcune novità in materia di versamento delle ritenute e compensazione nell’ambito di contratti d’appalto ed opera.

Le novità interessano tutti i contratti stipulati a partire dal 1° gennaio 2020, ma anche i contratti antecedenti a tale data qualora siano ancora in esecuzione al 1° gennaio 2020.

Nuovo Art. 17-bis del DLgs. 241/1997

La Manovra 2020 ha introdotto il nuovo Art. 17-bis del DLgs. 241/1997, il quale sancisce che:

  • l’impresa appaltatrice/affidataria o subappaltatrice deve versare le ritenute in relazione alle retribuzioni erogate al personale direttamente impiegato nell’esecuzione dell’opera o del servizio, con distinte deleghe per ciascun committente e senza compensazione;
  • il committente deve svolgere una funzione di controllo e deve sospendere il pagamento dei corrispettivi se rileva un inadempimento dell’impresa appaltatrice/affidataria e subappaltatrice, dandone comunicazione all’Agenzia delle Entrate entro 90 giorni.

La norma si applica ai committenti che affidano ad un’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice il compimento di una o più opere o servizi, caratterizzati dal prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente e con utilizzo di beni strumentali di sua proprietà o comunque ad esso riconducibili, per un importo annuo complessivo superiore a € 200.000 (quindi, “per azienda” e non “per contratto”).

La norma mira a contrastare l’omesso versamento delle ritenute e l’effettuazione delle compensazioni nell’ambito dei contratti di appalto, affidamento, subappalto e, in generale, dei contratti che hanno per oggetto un’obbligazione di fare.

Sono coinvolti tutti i committenti sostituti d’imposta e residenti in Italia ai fini delle imposte dirette, sia imprenditori che enti pubblici ed enti commerciali privati. Rimangono, invece, esclusi i committenti persone fisiche che non agiscono nell’ambito di attività commerciali o professionali.

Obblighi dell’impresa appaltatrice/affidataria o subappaltatrice

L’impresa appaltatrice/affidataria o subappaltatrice ha l’obbligo di:

  1. determinare e trattenere l’importo delle ritenute calcolate sui redditi di lavoro dipendente e assimilati corrisposti ai lavoratori impegnati nell’esecuzione dell’opera o del servizio;
  2. provvedere al versamento delle ritenute, nel rispetto dei termini di legge, senza poterle compensare con proprie posizioni creditorie;
  3. fornire – nei 5 giorni successi al termine per il versamento delle ritenute – al committente gli F24 utilizzati per il pagamento delle ritenute e un elenco dei lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’opera o del servizio, con in dettaglio le ore di lavoro, la retribuzione corrisposta e le ritenute operate, con separata indicazione di quelle relative alla prestazione affidata dal committente.

L’impresa appaltatrice/affidataria o subappaltatrice è responsabile:

  • per la corretta determinazione ed esecuzione delle ritenute;
  • per il versamento delle ritenute;
  • per l’invio al committente di quanto richiesto per permettere a quest’ultimo di svolgere la funzione di controllo.

Le sanzioni in caso di violazione sono quelle previste in via ordinaria per i mancati versamenti d’imposta.

Obblighi del committente

Il committente ha l’obbligo di:

  1. chiedere all’impresa appaltatrice/affidataria gli F24 utilizzati per il versamento delle ritenute, al fine di riscontrarne il corretto adempimento (funzione di controllo);
  2. sospendere il pagamento dei corrispettivi in caso riscontri un inadempimento dell’impresa appaltatrice/affidataria;
  3. dare comunicazione all’Agenzia delle Entrate dell’eventuale inadempimento riscontrato entro 90 giorni.

Nel caso in cui l’impresa appaltatrice/affidataria sia inadempiente, il committente è responsabile:

  • se non sospende il pagamento dei corrispettivi maturati all’impresa; e
  • se non informa l’Agenzia delle Entrate competente dell’inadempimento.

Sotto il profilo sanzionatorio, il committente è obbligato al pagamento di una somma pari alla sanzione irrogata all’impresa appaltatrice/affidataria per la violazione degli obblighi a suo carico (cioè: corretta determinazione delle ritenute, corretta esecuzione delle stesse e tempestivo versamento senza possibilità di compensazione).

Per semplificare l’attività amministrativa, è opportuno che il committente faccia segnalare già nel contratto di appalto/affidamento la presenza o meno di personale dipendente presso l’impresa appaltatrice/affidataria. Quest’ultima dovrà impegnarsi alla tempestiva comunicazione di eventuali variazioni.

Possibilità di ravvedimento

Il committente che abbia rilevato l’inadempimento dell’impresa ha l’obbligo di comunicarlo all’Agenzia delle Entrate entro 90 giorni.

Entro tale termine l’impresa appaltatrice/affidataria inadempiente può avvalersi del ravvedimento per rimediare alla violazione commessa, con pagamento delle sanzioni in misura pari a 1/10 o a 1/9 a seconda di quando perfezioni il pagamento.

Disapplicazione della normativa

L’impresa appaltatrice/affidataria può disapplicare la norma se, nell’ultimo giorno del mese precedente a quello della prevista scadenza:

  • risulta in attività da almeno 3 anni, è in regola con gli obblighi dichiarativi e ha eseguito nei 3 anni precedenti versamenti complessivi per un importo non inferiore al 10% dell’ammontare dei ricavi o compensi dichiarati;
  • non ha ruoli per importo superiori a € 50.000, per i quali siano ancora dovuti pagamenti e non vi siano sospensioni.

Per attestare il possesso dei requisiti sopra elencati è previsto il rilascio di un apposito certificato dell’Agenzia delle Entrate, il quale ha validità 4 mesi dal giorno in cui viene emesso.

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