25 Gen 2020

Manovra 2020: Nuovo regime forfetario

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La Legge di bilancio 2020 (L. n° 160 del 27/12/2019) ha apportato alcune modifiche al Regime Forfetario.

Le novità riguardano prevalentemente le condizioni di accesso o permanenza nel regime. Le caratteristiche generali del regime e i risvolti operativi del passaggio da regime ordinario a forfetario, invece, rimangono sostanzialmente invariati (se vuoi saperne di più, consulta il nostro articolo dedicato al Forfetario nella Manovra 2019: Forfetario 2019).

Le novità decorrono dal 1° gennaio 2020 e sono di seguito riportate.

Novità 2020: Nuovi limiti e cause di esclusione dal regime forfetario

Soglia di spesa per lavoro dipendente

Non può più accedere al regime forfetario (o permanere nel regime, se già è forfetario) chi ha sostenuto, nell’anno precedente, spese per lavoro dipendente superiori a € 20.000 lordi.

Ciò significa che chi, nel 2019, ha sostenuto più di € 20.000 di spese per lavoro dipendente, dal 2020 non potrà più applicare il regime forfetario. Chi, invece, si troverà a sostenere più di € 20.000 di spese per lavoro dipendente nel corso del 2020, uscirà automaticamente dal regime a partire dal 2021.

Le “spese per lavoro dipendente” comprendono:

  • spese per lavoratori dipendenti;
  • spese per lavoro accessorio;
  • spese per collaboratori (borse di studio, sussidi per studio o addestramento professionale, collaborazioni coordinate e continuative);
  • utili erogati agli associati in partecipazione con apporto costituito da solo lavoro;
  • somme corrisposte per prestazioni di lavoro effettuate dallo stesso imprenditore o dai suoi familiari.

Soglia di redditi di lavoro dipendente percepiti

Non può più accedere al regime forfetario chi, nell’anno precedente, ha percepito redditi di lavoro dipendente e assimilati superiori a € 30.000 lordi.

In pratica, chi ha percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati oltre € 30.000 lordi nel corso del 2019, non potrà accedere al regime forfetario nel 2020.

Tuttavia, se il rapporto di lavoro è cessato, la soglia dei € 30.000 diventa irrilevante – ma solo se:

  • la cessazione del rapporto di lavoro è avvenuta entro il 31 dicembre dell’anno precedente;
  • dopo la cessazione del rapporto di lavoro non sono stati percepiti redditi di pensione;
  • dopo la cessazione del rapporto di lavoro non è stato intrapreso un nuovo rapporto di lavoro che sia ancora in essere al 31 dicembre dell’anno precedente.

Novità 2020: Agevolazioni e nuova disciplina per i benefici fiscali e non fiscali

Adozione volontaria della fatturazione elettronica

Per i forfetari che adottano volontariamente la fatturazione elettronica (la quale non è ancora stata resa obbligatoria per la categoria) è prevista un’agevolazione per cui il termine di decadenza per l’accertamento si riduce di un anno.

In pratica, il termine per l’accertamento passa al 31 dicembre del 4° anno anziché del 5° anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.

Fruibilità di benefici fiscali e non fiscali

Dal 1° gennaio 2020 il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato al regime forfetario, e dunque ad imposta sostitutiva (del 15% o del 5%), deve essere considerato ai fini del riconoscimento della spettanza o per la determinazione delle deduzioni dal reddito, delle detrazioni d’imposta e dei benefici di qualsiasi titolo, anche di natura non tributaria.

Ciò significa che, per determinare il riconoscimento della spettanza o la determinazione di deduzioni, detrazioni o benefici a qualsiasi titolo, anche di natura non tributaria, occorre tenere conto d’ora in avanti anche del reddito assoggettato al regime forfetario.


Regime forfetario: Un quadro di sintesi alla luce delle novità 2020

Limiti all’accesso o alla permanenza nel regime

1. Ricavi e compensi percepiti nell’anno precedente: € 65.000

2. Spese per lavoro dipendente sostenute nell’anno precedente: € 20.000 lordi NOVITÀ 2020

3. Spese per beni strumentali sostenute nell’anno precedente: nessun limite

Cause di esclusione dal regime

1. Applicazione di regimi speciali IVA o di regimi di determinazione forfetaria del reddito.

2. Residenza fiscale all’estero (a meno che non si tratti di residenti in Stati UE/SEE che producono almeno il 75% del reddito complessivo in Italia).

3. Compimento, in via esclusiva o prevalente, di cessioni di fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi.

4. Esercizio dell’attività prevalentemente nei confronti di datori di lavoro, o soggetti ad essi riconducibili, con i quali sono in essere o sono intercorsi rapporti di lavoro nei due anni precedenti (ad esclusione della pratica professionale obbligatoria).

Alcune precisazioni:

– Tra i rapporti rilevanti tra contribuente forfetario e datore di lavoro sono compresi i rapporti di lavoro dipendente (Art. 49 TUIR) e i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (Art. 50 TUIR), ossia: compensi percepiti da lavoratori soci di cooperative; indennità e compensi corrisposti al dipendente da terzi; redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa; e compensi per l’attività cd. “intramuraria”.

– La “prevalenza” dell’attività nei confronti del datore di lavoro va verificata al termine dell’anno in cui soggetto ha applicato il regime. Ciò significa che, in presenza delle condizioni, il contribuente può iniziare ad applicare il regime nel 2020 ma dovrà fuoriuscire dal regime nel 2021 se, a fine 2020, la prevalenza verrà accertata.

5. Possesso, nell’anno precedente, di redditi di lavoro dipendente o assimilati superiori ai € 30.000 (a meno che il rapporto di lavoro non sia cessato, in tal caso la soglia diventa irrilevante). NOVITÀ 2020

6. Possesso di partecipazioni in società di persone, associazioni professionali, imprese familiari e aziende coniugali.

Alcune precisazioni:

L’esclusione opera anche in caso di partecipazioni a titolo di nuda proprietà. Invece non opera nei seguenti casi:

– se la partecipazione è stata dismessa nell’anno precedente a quello in cui si intende accedere al regime (per chi era forfetario nel 2019 la dismissione avrebbe dovuto avvenire entro il 31/12/2019, pena l’esclusione dal regime nel 2020);

– se la partecipazione è in una società semplice che produce solo redditi non di lavoro autonomo o, di fatto, d’impresa;

– se è stata acquistata una partecipazione per eredità in corso d’anno e questa è stata anche cedute entro l’anno;

– se è una partecipazione in società di persone trasformate in società cooperative SRL (ma in questo caso occorre considerare la causa di esclusione del controllo di SRL, riportata sotto).

7. Controllo di SRL o associazioni in partecipazione, con attività riconducibile a quella svolta dal socio in forma individuale.

Alcune precisazioni:

– Per la valutazione del “controllo”, si considera sia il controllo “diretto” che il controllo “indiretto” (ai sensi dell’Art. 2359 del Codice Civile) e concorrono anche le partecipazioni possedute da familiari.

– Con “attività riconducibile a quella svolta dal socio in forma individuale” si intende un’attività che ha codice ATECO nella stessa sezione di quella svolta in forma individuale, oppure cessioni di beni o prestazioni di servizi effettuati dal socio (e tassati con imposta sostitutiva) alla SRL, la quale, a sua volta, deduce dal reddito il relativo costo.

– La causa di esclusione va verificata con riguardo all’anno di applicazione del regime, non all’anno precedente. Ciò significa che, se nel 2020 viene accertata la presenza di una partecipazione in una SRL, il contribuente potrà comunque aderire al forfetario nel 2020 ma nel 2021 verrà escluso dal regime.

 

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