25 Mar 2020

Bonus affitti per negozi e botteghe previsto dal Dl “Cura Italia”.

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Cos’è il bonus

Esso consiste in un credito d’imposta pari al 60% dell’importo del canone d’affitto dovuto, nel mese di marzo, dagli esercenti commerciali costretti alla chiusura delle attività per l’emergenza Coronavirus. Non si tratta dunque di uno stop ai pagamenti del canone che saranno pur sempre dovuti al proprietario dell’immobile.

Con Dpcm dell’11 marzo 2020 e successivi altri provvedimenti il Governo ha imposto la chiusura della maggior parte dei negozi e delle botteghe, al fine di contenere i casi di contagio da Coronavirus.

Tale misura è stata introdotta per limitare gli effetti negativi connessi alle misure di prevenzione e contenimento precedentemente varate. La misura sugli affitti mira ad andare incontro alle esigenze delle piccole e micro imprese che si trovano oggi in difficoltà economiche.

A chi spetta il credito di imposta 

Potranno usufruire dell’agevolazione gli immobili che rientrano nella categoria catastale C/1, ovvero negozi e botteghe, per il mese di marzo 2020 soggetti a chiusura forzata.

Sono esclusi dal diritto gli esercenti attività di impresa che, sulla base delle disposizioni contenute negli allegati 1 e 2 del dpcm dell’11 marzo scorso, sono rimaste aperte in quanto considerate essenziali (supermercati, punti vendita di generi alimentari, insieme a farmacie edicole e tabaccherie).

Modalità di utilizzo

L’agevolazione potrà essere utilizzata esclusivamente mediante compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, mediante l’inserimento nel modello F24.

Con la risoluzione 13/E del 20 marzo l’Agenzia delle Entrate ha comunicato la predisposizione del codice tributo (6914) da utilizzare. È evidente che si potrà utilizzare solamente in presenza di un debito di altra natura (contributivo o fiscale) e al momento della presentazione del modello F24.

Ulteriori previsioni collegate alla locazione degli immobili

Nel Decreto “Cura Italia” è prevista anche la sospensione degli sfratti.

La sospensione dei provvedimenti esecutivi di sfratto varrà fino al 30 giugno 2020.  In base alla nuova disposizione non prevede che si possa non pagare i canoni. La norma fa sì che, nonostante l’ordinanza del tribunale non sarà possibile ottenere l’esecuzione forzata.

Non si potrà imporre dunque lo sgombero dell’immobile per il tramite dell’ufficiale giudiziario. Questo non comporterà la cancellazione della morosità e la procedura forzata viene rinvia a luglio.

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