11 Giu 2020

Emergenza coronavirus: al via i “Contributi a Fondo Perduto”

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Con provvedimento del 10 giugno scorso l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello di richiesta del contributo previsto dall’art. 25 del D.L. 34/2020 (c.d. Decreto Rilancio).

Si apre pertanto ufficialmente la stagione delle domande di accesso al “Contributo a Fondo Perduto”

A chi spetta

Il contributo a fondo perduto può essere richiesto da numerosi soggetti titolari di partita Iva che esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo o che sono titolari di reddito agrario, che:

  • abbiano conseguimento, nell’anno 2019, un ammontare di ricavi o compensi non superiore a 5 milioni di euro;
  • siano in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:
    • l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019;
    • l’attività abbia avuto inizio a partire dal 1° gennaio 2019;
    • il domicilio fiscale o sede operativa situati nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi (sisma, alluvione, crollo strutturale), i cui stati di emergenza erano in atto alla data del 31 gennaio 2020 (data della dichiarazione dello stato di emergenza da Coronavirus).
  • Il contributo a fondo perduto non spetta nei seguenti casi:
    • soggetti la cui attività sia cessata alla data di richiesta del contributo;
    • soggetti che hanno iniziato l’attività dopo il 30 aprile 2020, con l’eccezione delle partite Iva aperte dagli eredi per la prosecuzione dell’attività dei deceduti;
    • enti pubblici di cui all’art. 74 del Tuir;
    • intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’art. 162-bis del Tuir;
    • professionisti e lavoratori dipendenti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria (cosiddette casse previdenziali);
    • soggetti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27 (bonus professionisti) e 38 (bonus lavoratori dello spettacolo) del decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020 (cosiddetto decreto “Cura Italia”).

Modalità di calcolo

L’ammontare del contributo è determinato applicando una diversa percentuale alla differenza tra l’importo del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’analogo importo del mese di aprile 2019.
Le percentuali previste sono le seguenti:

  • 20%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono inferiori o pari a 400.000 euro;
  • 15%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano i 400.000 euro ma non l’importo di 1.000.000 di euro;
  • 10%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano 1.000.000 di euro ma non l’importo di 5.000.000 euro.

Il contributo è comunque riconosciuto per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Come si richiede

La trasmissione dell’Istanza è effettuata mediante i canali telematici dell’Agenzia delle entrate ovvero mediante il servizio web disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet dell’Agenzia delle entrate.

L’istanza potrà essere presentata direttamente o per il tramite degli intermediari abilitati.

Quando si richiede

Le istanze per il contributo a fondo perduto possono essere predisposte e inviate all’Agenzia delle entrate a partire dal giorno 15 giugno 2020 e non oltre il giorno 13 agosto 2020.
Solo nel caso in cui il soggetto richiedente sia un erede che continua l’attività per conto del soggetto deceduto, le istanze possono essere trasmesse a partire dal 25 giugno e non oltre il 24 agosto.

La domanda include:

  • la comunicazione dell’IBAN del conto corrente sul quale accreditare le somme, che dovrà essere intestato o cointestato al richiedente o avente diritto;
  • la dichiarazione antimafia.

Erogazione del contributo

L’erogazione del contributo è effettuata mediante accredito sul conto corrente identificato dall’IBAN indicato nell’Istanza, intestato al codice fiscale del soggetto, persona fisica ovvero persona diverso dalla persona fisica, che ha richiesto il contributo.
Il contributo spetta ai soggetti che hanno iniziato l’attività in data antecedente il 1° maggio 2020.

Restituzione del contributo

Qualora il contributo risulti non spettante dovrà essere restituito con addizione di sanzioni ed interessi.

Colui che ha rilasciato l’autocertificazione di regolarità antimafia è inoltre punito con la reclusione da due anni a sei anni. In caso di avvenuta erogazione del contributo, si applica la confisca ai sensi delll’articolo 322-ter del codice penale.

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